Quando la Luna perde la lana
Una visione notturna dopo una cena al ristorante Villa Maria Luigia di Collecchio
Sì l'avrei davvero desiderato. Sarei rimasto con quella Luna, con quel contesto di nuvole leggerissime, lunghe e sottili che le si paravano davanti come una tendina di organza.
Sembrava una macchia chiara lasciata da un pennello su un muro scuro. Nel viaggio di ritorno è stata la mia amica. L'ho tenuta d'occhio per tutto il tragitto: alta, attraente e ben visibile. Il suo bagliore rischiarava il lato ovest del cielo. Questa notte dormirà là, a ridosso del monte.
Questo dev'essere stato un momento scorto anche da De Andrè: "Quando la Luna perde la lana e il passero la strada".
La luna è impensabile senza il sole.
Lei governa la notte, lui il giorno. Lei è tanto più bella quanto più lui manca. Quanto più lui risplende tanto più lei è invisibile. E' un gioco di chiaroscuri, di profondità e rilievi. Dove passa lui passa anche lei. Passano sul mare e sulle colline, passano sul Monte Pelpi come passano su di noi: il freddo e il caldo, la morte e la vita, le ombre e la luce... in un abbraccio cosmico che ci fa vivere.
La luna e il sole s'inseguono senza mai incontrarsi, forze vitali in continua tensione: è amore vero ed eterno.
Quando imparo una lingua straniera (come italiano), vorrei non solo capire la poesia, ma anche sentirla. Fabrizio de André mi piace multo perché trovo poesia nelle sue canzoni. Ho compito Quando la lune perde de lana con il dizionario, ma è stato solo attraverso la poesia sopra che riesco a sentirlo.