Faccio il passo del Bocco da una vita e a Santa mi fermo spesso per un gelato o un caffè ma dell'esistenza delle miniere niet. Quante cose che ignoriamo della nostra bellissima valle, eppure sono solo dietro l'angolo ma la colpa è solo nostra
Ciao Gigi e grazie per l'interessante articolo. Io 3 o 4 anni, dopo aver letto dell'esistenza delle miniere, avevo fatto una giornata tra Santa Maria del Taro ed il Monte Carignone, scendendo poi per la carraia più agevole; non ricordo che ci fossero quei cartelli che vedo nelle foto...sarebbe stato forse tutto più facile. Deve essere veramente stata una escursione interessante, la vostra. Se potrò aiutare in qualche modo, fatemelo sapere. Ciao.
È molto interessante pensa che io sono nata in questi posti ma tante cose non le sapevo grazie
Molto interessante. Non ne sapevo nulla o confondevo con qualcosa di analogo che c'era più in là, proprio in Liguria. Quante cose interessanti che interessano a pochissimi. Le librerie (e le TV!) abbondano di fuffa, ma in fatto di saggistica c'é da mettersi le mani nei capelli. Nessun libro scorrevole che descriva la storia non solo delle miniere dismesse italiane ma anche quella delle ferrovie. E pensare che c'era una ferrovia persino tra Piacenza e Bettola, patria di un ben noto politico ancora molto attivo e laborioso per "il bene del Paese".
Peppino Serpagli - Milano
Grazie Gigi per la tua solita capacità di sintesi che permette di inquadrare l' argomento principale nel contesto storico/sociale dell' epoca e perché no anche dei giorni nostri. Altri avrebbero scritto un libro.......
Per noi che frequentiamo questi luoghi fin da quando, oramai troppi anni fa, ancora adolescenti, avevamo riadattato la vecchia cabina di controllo della cava Costa a rifugio dove passare i capodanni, normalmente fuori al freddo causa il fuochista dei tempi, Fausto, ora gestore del ristorante Alpino, che insisteva ad accendere il caminetto con i trucioli della segheria di suo padre, il grande e simpatico Pietro, tutto appare molto normale.
Ma visto con gli occhi di chi, per la prima volta, risale il torrente Incisa fino all' imbocco delle prime miniere dove, dietro gli alberi si intravede la prima cascata e poi la seconda con alla base un laghetto dove i più coraggiosi riescono anche a fare qualche tuffo nelle acque gelide e cristalline, mi rendo conto possa sembrare di tornare indietro nel tempo, in una zona inesplorata e primitiva dove anche il nostro commilitone Bertè di Borgotaro, noto naturalista tra i fondatori della Lipu, ci faceva notare la presenza sia di vegetazione che di fauna, presente oramai solo in questa parte dell' Appennino causa, per fortuna, dell' isolamento e della scarsa antropizzazione. Ti ringrazio inoltre per la passione e l' interesse dimostrato che ti ha portato a rinunciare ad impegni di lavoro per essere presente all' evento e di far conoscere luoghi a due passi da casa nostra per i quali vale la pena spendere una giornata in compagnia.........
Dolores
03/07/2017In questo argomento, non posso dir nulla perchè non ho ricordi...ma intervengo solo per ringraziare Gigi (ho perso il tuo n°wz) per i suoi scritti e per le sue foto! Seduti comodamente a casa, impari e scopri meraviglie... dietro l'angolo... che ignoravi esistessero: GRAZIE!